Chi è Francesca Petrini

 

É un’imprenditrice nata ad Ancona, il 14/10/70 – Residente a Monte San Vito.
Laureata in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Ancona con due masters in gestione aziendale e marketing. Ha seguito corsi di specializzazione in olivicoltura, tecnologia di produzione e potatura; nel 1991 si è diplomata assaggiatrice professionista di oli extra vergini di oliva risultando tra i primi cento degustatori italiani. Studi linguistici: parla bene inglese e francese ma ha anche studiato russo e tedesco.

Dal 1989 è titolare dell’azienda Fattoria Petrini, pluripremiata produttrice di oli extra vergini di oliva biologici a Monte San Vito (An)…

Ecco il programma per cui mi sono candidata

Sviluppo sostenibile

Sono favorevole ad una crescita sociale ed economica realizzata in maniera armonica e che possa avvantaggiare le varie componenti della società. Ogni scelta politica ed economica dovrà essere valutata preventivamente per l’impatto che produrrà sul territorio nel medio e lungo periodo.

Giovani

Ai giovani dobbiamo dare delle vere opportunità di futuro. Invece glielo stiamo rubando con uno Stato eccessivamente indebitato ed un ambiente compromesso. Dobbiamo favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro perchè possano dare una forte spinta alla crescita con le loro competenze ed il loro entusiasmo. Un’ economia davvero green è un’economia che offre nuovi posti di lavoro ai giovani impiegandoli in attività e valori sostenibili.

Green Deal

Tutto il mondo è attraversato dall’onda verde, in particolar modo l’Europa. Il Green Deal europeo dovrà essere tradotto in programmi territoriali concreti finanziati dall’UE, che richiederanno una Visione lungimirante e coerente della nostra regione: come la immaginiamo tra 5 e 10 anni?

Ambiente e sostenibilità

Promuovere l’ambiente, le tecnologie che aiutano a vivere meglio senza offendere la natura. La natura è nostra alleata, dobbiamo rispettarla per lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato.

Monitoraggio dell’aria e del suolo

Ci sono situazioni nella nostra regione da monitorare in maniera costante e trasparente. Penso alla qualità dell’aria a Falconara dove è situata la Raffineria Api e a tutti gli insediamenti con emissioni importanti. Darò tutto il mio supporto a strumenti di controllo delle condizioni di vivibilità sui nostri territori.

Aree ad elevato rischio di crisi ambientale

Grandi insediamenti industriali ed occupazionali come il Porto di Ancona e la raffineria di Falconara sono anche fonti di grande inquinamento ambientale e potenziale pericolo per la comunità. Misure compensative, elettrificazione delle banchine, mobilità a zero emissioni, per quanto riguarda il Porto, e progressiva riconversione industriale dell’area di raffineria devono essere oggetto di studio e di progettazione, con la autorevole collaborazione dell’UNIVPM.

Pianificazione urbana

Ridurre il consumo di territorio e riqualificare il patrimonio immobiliare ed infrastrutturale esistente significa creare lavoro “pulito” e sostenibile. Ogni Comune, o almeno ogni Ambito Territoriale Sociale dovrà avere un Piano del Verde.

Salute

L’esperienza del Covid ci ha insegnato che è irrinunciabile potenziare la prevenzione e la medicina territoriale: servizi domiciliari, medicina di base, poliambulatori, integrazione con i servizi sociali Comunali, strutture intermedie. Su questo occorre lavorare, e sull’accessibilità: CUP efficiente e liste di attesa ragionevoli.

Longevità

Abbiamo il record di longevità. Nelle Marche l’aspettativa di vita per una donna è di 83 anni, per un uomo di 77. Quali sono le cause? Sicuramente ad un insieme di fattori come il regime alimentare, gli effetti benefici dell’ambiente, un equilibrio territoriale, i valori sociali e religiosi. Dobbiamo difendere il nostro status e cercare di migliorarlo con politiche per la longevità attiva, promuovendolo anche al di fuori dei confini regionali.

5G

Secondo un principio di cautela della salute di tutti si devono controllare le conseguenze per un periodo e valutare a lungo termine. Nel passato tecnologie e processi produttivi introdotti in maniera affrettata hanno portato a conseguenze negative per la salute dell’uomo.

Sicurezza

La Sicurezza dei cittadini non è di destra né di sinistra, bensì un diritto. Rispetto delle norme, presidio del territorio, accompagnamento socioculturale dei cittadini, politiche di welfare ed abitative dovranno integrarsi per rendere più sicure le nostre comunità.

Agricoltura

La scelta non può che essere un’agricoltura biologica o comunque a basso impatto ambientale, in grado di generare reale valore aggiunto e un migliore reddito per l’agricoltore. Le Marche sono già al 20% del suolo dedicato all’agricoltura biologica. Vogliamo incrementare questa quota.

OGM

Modificare la genetica è un atto che introduce conseguenze imprevedibili che possono risultare immodificabili. Prima di intraprendere una strada senza ritorno occorre pensarci molto bene. Per questo tutti gli imprenditori che lavorano nel biologico devono levare una voce unica e forte per mettere al bando nell’agricoltura l’applicazione degli OGM.

Made in Marche

Valorizzazione del made in Marche e promozione delle nostre eccellenze sui mercati esteri favorendo programmi di sviluppo di lungo periodo.

Turismo

Un territorio curato e valorizzato, con eccellenze di ogni genere, e più accessibile, sarebbe certamente più attrattivo; le Marche potrebbero crescere molto nell’incoming. I flussi turistici dall’estero portano economia e fanno conoscere i nostri prodotti. In quest’ottica vanno favoriti i programmi di promozione all’estero per far conoscere le Marche e le nuove rotte dell’Aeroporto Raffaello Sanzio.

Fondi Europei

Gli ingenti fondi che l’UE e lo Stato trasferiranno sul territorio per superare la crisi determinata dal Covid dovranno essere ben investiti e monitorati, in quanto sono una straordinaria occasione di ripartenza e di sviluppo sostenibile.

Ricerca e Università

Nella mia esperienza d’imprenditrice ha fatto molto uso della ricerca e spesso l’ho promossa presso le Università tant’è che ci possiamo fregiare di un brevetto internazionale. Con gli staff di docenti e ricercatori abbiamo applicato know-how e nozioni sui processi dal campo fino al mercato. Queste esperienze mi hanno portato a concludere che c’è molto bisogno di ricercatori competenti. Per questo si devono rafforzare i rapporti tra mondo produttivo e Università e centri di ricerca. Su questo tema metterò a disposizione tutta la mia esperienza.