Più bio per difendere la diversità, La cooperativa Terra ed il Cielo: storia di un sogno che è realtà

Abbiamo un record: nelle Marche il 20% della superficie agricola è destinata alla coltivazione biologica! Lo vogliamo aumentare, perchè sappiamo che fa bene alla salute dell’uomo e all’economia.
Per questo vado a trovare un imprenditore che ha fatto un pezzo di storia del biologico nelle Marche: Bruno Sebastianelli Presidente della cooperativa La Terra ed il Cielo di Arcevia. Bruno ci racconta la storia della cooperativa che è conosciuta in Italia e all’estero e che contribuisce a tenere alta la qualità della pasta prodotta e a dare valore aggiunto all’economia di questa parte di Marche.

Per capire quanto sia importante questa realtà va detto che da quello sparuto gruppo di giovani, si era alla fine degli anni Settanta, oggi, la cooperativa è cresciuta e conta 106 soci produttori di grano e cereali, da cui ricavano ben 7.000 quintali di pasta annui rispettando protocolli rigorosi.
Le idee anche nell’economia circolare iniziano con delle intuizioni: “Nel 1978 ho iniziato con una bottega dove vendevo macrobiotico a Senigallia – ricorda Sebastianelli –  Davvero tempi pionieristici. Poi con altri e cito Daniela Giaccaglia e Massimo Principi, abbiamo fondato la nostra cooperativa. Voglio ricordare che l’Irab, un Istituto pubblico con finalità di beneficienza ci fece un contratto di affitto per il terreni, molto vantaggioso. Per noi era una scommessa, perchè volevamo applicare le tecniche dell’agricoltura biodinamica”.

La scommessa è stata vinta e oggi la cooperativa è una solida realtà. Ma veniamo alla domanda: è possibile fare agricoltura biologica traendo un giusto profitto? “La situazione dell’agricoltura è molto grave – dice Bruno Sebastianelli – perchè occorre remunerare di più i produttori e allo stesso tempo eliminare dalla vendita finale le offerte come il sottocosto. Riducendo così il valore non si riesce a fare margini. Ma vanno dette alcune verità. Eccole: l’agricoltura biologica risponde al cambiamento climatico e questo è un valore fondamentale”.

E’ vero che costa di più? “No. E’ vero che paghiamo i lavoratori prezzi maggiori rispetto alla media e lo giudico un’azione di giustizia sociale, ma nel ciclo produttivo si perde meno quantità di prodotto che rappresenta una parte importante. Dovremmo però difendere il prezzo finale e denunciare le operazioni di sottocosto che andrebbero abolite. Un fenomeno che dipende dal fatto che aziende, anche grandi, non fanno le produzioni. Noi invece partiamo proprio dai campi”.
Come non ricordare che chi parte dalla produzione rappresenta una sentinella per la conservazione della diversità biologica? Ma quali sono i problemi che si possono risolvere anche attraverso una politica regionale che guardi seriamente al biologico?”La Regione Marche è all’avanguardia, basti pensare che nei primi anni ’90 fu la prima in Italia a varare una legge sul biologico e ad istituire l’Amab, Associazione marchigiana del Biologico. Del resto non è un caso che siamo così avanzati. Dovremmo buttare alle ortiche un pò di burocrazia. Noi abbiamo 106 produttori tutti molto attenti e rigorosi e fanno il biologico soprattutto perchè ci credono. Dovremmo avere un obiettivo: aumentare la superficie agricola SAU oltre l’attuale 20%”.

E’ una bella sfida ed un sogno che potrebbe avverarsi. In fondo solo nella Valle del Misa si consumano 24.000 quintali di pasta all’anno, La Terra ed il Cielo ne produce 7.000.Grazie Bruno Sebastianelli, la tua visione e dei fondatori di questa bella realtà hanno portato a qualche cosa di positivo ed utile. Siete una testimonianza che l’economia bio funziona e fa del bene (anche economicamente). In Regione ci adopereremo per una politica di agricoltura biologica a favore di tutti. E’ il mio impegno e quelli dei Verdi.