Italia Nostra, la missione di vivere nel bello e di valorizzare le Marche a colloquio con Maurizio Sebastiani – Intervista di Francesca Petrini

Ci sono cittadini che vivono nella bellezza dell’Italia ed in questo caso delle Marche, che vogliono valorizzare il nostro patrimonio culturale ed ambientale e che chiedono alla politica un maggiore impegno in questo senso. Per questo ho incontrato Maurizio Sebastiani, presidente di Italia Nostra Marche. L’Associazione rappresenta circa 600 iscritti, molto attivi e sempre pronti, ad avanzare proposte, a realizzare iniziative di interesse pubblico impegnandosi in prima persona.
Ho chiesto a Maurizio Sebastiani quale siano le proposte che dovrebbe avanzare un candidato ideale alle elezioni del 20 e 21 settembre al Consiglio regionale:
“La prima è la lotta ai cambiamenti climatici ed il consumo ZERO del territorio, – dice Maurizio Sebastiani – è logico che questo si porta dietro anche la riduzione degli inquinamenti. Noi siamo per un controllo effettivo delle attività per ammettere soltanto quelle veramente “sostenibili”. Certamente tutto questo ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita. I cittadini si aspetto molto sotto questo profilo: qualità della vita deve essere un concetto centrale della nostra politica”.

E quale sarà il profilo del candidato ideale ?
“Una persona informata e che “ci creda” in quel che propone. Detto così sembra semplicistico, ma siamo abituati a troppi candidati che non sono informati e che tanto meno ideali per cui battersi. Candidati che hanno come unico scopo l’interesse personale o di pochi. Noi vorremmo candidati che ci credano e che abbiamo amore per il territorio”.

E sui progetti? Su quali possiamo impegnarci e dialogare?
“Cito alcuni obiettivi come l’ ampliamento e finanziamento dei parchi e delle riserve naturali della Rete Natura 2000, l’aggiornamento del piano paesaggistico per una corretta pianificazione del territorio, l’istituzione dell’area marina protetta al Conero, la realizzazione e completamento di una metropolitana di superficie con la riapertura della stazione ferroviaria marittima per l’hinterland di Ancona”.

Nella qualità della vita rientra anche la salute?
“Senza dubbio. Noi abbiamo una sanità che ha tolto quasi tutte le funzioni intermedie e manda direttamente i pazienti nelle grandi strutture ospedaliere, per semplici esami, creando intasamenti e lunghe liste d’attesa. Va modificata l’articolazione territoriale dei presidi sanitari, potenziando i poliambulatori previsti dalla legge di riforma sanitaria del 1978 e successivamente ridotti nel numero e nelle funzioni, dove il cittadino possa recarsi per effettuare visite, controlli e gli esami necessari senza impegnare le strutture ospedaliere. Quest’operazione significherebbe ridurre la eccessiva centralità degli ospedali nella sanità marchigiana a discapito dei territori. Pensiamo alla telemedicina, a ridare competenze al territorio (dipartimenti di prevenzione e medicina preventiva) e avremo fatto una vera rivoluzione”.

Parlavi anche di Macroregione Adriatica?
“Una buona intuizione. Per gli stati e le regioni che si affacciano sul mare Adriatico sui temi del turismo, trasporti e cultura si sarebbe realizzata una progettualità unitaria. Tutti insieme e non ciascuno per suo conto. Ancora oggi mi sembra un peccato averlo trascurato negli ultimi anni”.